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Testi
critici
In questa pagina sono
raccolte alcuni dei testi critici che riguardano le mie Opere.
HF Contemporary Art - are delighted to
showcase a selection of
outstanding Italian artists at the VIVA ITALIA Festival as well as three
other European artists whose artefacts represent Italian art and
culture.
(Articolo
Arte.go.it)
(Articolo
Traspi.net Magazine)
(Articolo
Viva Italia.eu)
."..The young Italian artist ALESSANDRO
RINALDI, born in 1974 in Bologna,
enthralls art lovers and collectors alike on account of his unusual
style and techniques, of a subtle fusion of metallic and cameleon
colours applied by hand and airbrush, giving the impression of a
three-dimensional, visual impact. His particular form of artistic
creation allows him to express basic human emotions as well as give
his
imagination free rein. He regularly shows his work in major exhibitions
in Europe and the States."
Helga Fox, Ph.D., FIL, FRSA
Curator of 'Viva Italia' Art Exhibition 2007
HF Contemporary Art
Copyright by ARTEKAOS.COM
“Le apparenze ingannano”
Il mondo
che agita l’immaginario artistico di Alessandro Rinaldi assomiglia all’antica
macchina di proiezione filmica dei fratelli Lumière. Ogni giro di manovella
i fotogrammi si assemblano e danno corpo al ritmo ed al movimento delle
immagini.
E questo
susseguirsi di realtà alterate, deviate, allucinate, scomposte, danno
il via ad una nuova avventura che diverrà la più potente fabbrica
dei sogni mai inventata dall’uomo.
La tecnica
dell’aerografia, una scelta maturata dall’artista Rinaldi dal 1991,
ci trasporta su campi di sperimentazione e di creatività empiriche,
che sembra , riproporci la stessa meraviglia di un “principio”
base per nuove scoperte e nuove indagazioni .
L’artista
si esprime su oggetti o supporti diversi: caschi, automobili, moto,
dischi in vinile, piastrelle, carta, muri intonacati..
Questa varietà di materiali da utilizzare è la bottega-macchina di montaggio
che, con magistrale perizia, ri-costruisce i simboli e le verosimiglianze
di un’epoca che ha smesso di sognare e vive di trasparenze trasognate
o di apparenze che non ingannano.
L’arte
di Alessandro Rinaldi ci richiama al movimento minimalista ed a una
letteratura degli anni settanta/ottanta, ad una generazione definita
eretica come gli esponenti di maggior rilievo Pier Tondelli e
Enrico Palandri.
Sono autori di storie vissute e narrate, sono gli autori della ricerca
di concretezze e di ricerca di spazi immaginari, di nuovi sogni, di
nuove ombre , di scenari utopici per una generazione priva di ambizioni
personali.
Anche
Alessandro Rinaldi è scrittore di storie vissute, ma usa il senso del
frame, la velocità dell’istantanea, la tecnica del montare e
smontare il video-clip.
E’ nel video-clip che, in effetti, si nasconde il segreto di un giovane
artista che nell’immagine della quotidianità vede la rinuncia, l’assenza,
la mancanza di vitalità.
I soggetti
sono dunque quelli offerti e prodotti dal mercato di consumo e dall’effimero
sentimento di appartenenza ad una modernità agonizzante. La consapevolezza
che, ormai, l’uomo non è più pensiero, ma urlo, lacerazione del sé
e turbamenti dovuti da un diffuso disordine dei linguaggi
verbali ed espressivi, fa girare la “manovella” del nuovo immaginario,
dove non vivono sogni di speranza o di natura felliniana, ma vivono,
a volte, in modo perverso o trasgressivo, le apparenze o i non-sogni.
Le apparenze
prevalgono e sono le allucinazioni, i miraggi di una generazione che
destina la propria essenza nella contraddittorietà dei “valori”
dell’essere non più riconoscibili, anzi mascherati e dissacrati nei
nuovi percorsi artistici.
Alessandro
Rinaldi mentre mostra la vacuità del tempo corrente senza nome e distinzione,
tende ad idealizzare l’elemento corporeo delle cose, dei volti, delle
figure femminili.
Una corporeità
che assume connotazioni diverse: dal gioco della corporeità come volume
e peso specifico in una visione deturpante, alle linee in rilievo cromatico
dei volti e del corpi femminili.
Se l’arte
è una forma speciale di espressione e di comunicazione, nell’opera di
Alessandro Rinaldi, l’arte diviene soprattutto testimonianza di un epoca,
esprime tutto il disagio della fragilità con cui si vuole, ancora, dare
un senso alla continuità della vita come un divenire di un destino
non desiderato.
Siamo
di fronte ad immagini che non ci consentono indagini psicologiche o
animistiche trattazioni, ma fruiamo di immagini “réportage” che pervadono
la nostra sensibilità ed il nostro quotidiano immaginario: sono le sequenze
delle “apparenze” , distintivi ingannevoli della nostra biografia.
Prof.
Franchino Falsetti,
Critico d’arte
Galleria d'Arte 18
Copyright by ARTEKAOS.COM
Tratto dalla
rivista "Art Jurnal", Novembre 2005
"...Ma una cosa che distingue il lavoro di Rinaldi quando dipinge
sulle auto da corsa e sulle motociclette, poichè non replica i modelli
del gusto Underground e delle sue contaminazioni Rock e Metal, ma li
interpreta. Il fine del suo lavoro è realizzare un'integrazione della
pittura con la superficie"... ..."per creare un'opera d'Arte,
che potrà viaggiare, portare per le strade un'immagine di bellezza e
di carattere.
E' un modo per nulla scontato di far uscire l'arte dagli schemi dell'opera
bidimensionale e farla entrare direttamente nelle strade della vita,
accompagnando chi la possiede nei suoi spostamenti."... ..."Nella
serie di lavori su carta, si ritrova la stessa contaminazione tra una
pittura di segno astratto, che pone attenzione alla rapidità del gesto,
alla gamma cromatica, ai contrasti della superficie e parti realizzate
ad aerografo con caratteristiche di tridimensionalità.
Con questo mix di segni dinamici accesi da colori metallizzati e dettagli
iconografici, si realizza il viaggio più intimo dell'artista nelle sue
tematiche, un mondo che spazia dalla bellezza delle riviste patinate,
alle icone del cinema e al fumetto ed alcune sue creature immaginarie
tra il sexy e il fantasy."
Daniela Bellotti
Copyright by ARTEKAOS.COM
"Dopo averli
visti..."
Ed ecco, il solito Artista che utilizza un Aerografo e una spatola,
si, si... la stessa usata da stuccare i muri, per dar vita a dei Quadri.
Ma da una tecnica che è stata tributaria e di quasi escusività Heavy-Metal,
appare quello sguardo, quella lucentezza, la dolcezza di quella Donna,
consapevole di vivere ed esprimere emozione...
Ma invece non è così, e poichè l’arte è parte della realtà, andando
oltre quello sguardo, tutto ciò è in verità una maschera.. e così in
tutta la rassegna di quadri di Artekaos. I giochi di chiaro scuro, luce
e ombra , labbra e capelli devono e sono emozione.
Ma chi è allora l’Artista?
Cosa fa il vero Artista?
E’ forse la tecnica che egli usa???
-F-
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"Uno stile"
" Descrivere i Suoi occhi che scrutano le
Sue creature, quasi a chiamarle fuori dalle cornici, penso sia l'opera
d'arte più grande che possa nascere da un pittore...
L'Artista, prima ancora di saper disegnare, ha un talento ancora più
grande: percepire silenziosamente la Vita che scorre e ascoltare ciò
che ci sussurra...e che la maggior parte di Noi, non sente.....
Eppure basterebbe chiudere gli occhi e sentire il Suo caldo vento che
ci sfiora il viso; la fortuna di Rinaldi sta nel tenere chiusi quegli
occhi.
Vedere ciò che il Tutto gli dice e interpretandolo con i Suoi colori.....
Non disegna. Lui da vita: ognuno di quei volti, nasce da mille vortici
di colori che sembrano voler fare esplodere fuori la Loro Anima.
Gridare al mondo il senso che ognuno, nel mondo, darà loro in base al
proprio cuore...
Dalla tecnica nasce lo stile.
Ma Rinaldi nasce con il Suo stile....."
Giorgia Martino
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